Università degli Studi di Bologna

Facoltà di Ingegneria Meccanica - D.I.E.M.


   Di che cosa si tratta:   City Bumper

Un veicolo innovativo, sicuro, economico ed ecologico

Progetto Concettuale (tesi Ing. F. Cordella e G. Galeotti)
Video 1     Video 2
Pianta schematica del Pianale
Spaccato Bumpers anteriori
Cassa per batterie
Casse per batterie
Paraurti anteriore destro
Sospensione anteriore
Gruppo anteriore
Ponte posteriore
Sportello 
Motore e Pianale
Pianale con Motore e manichini 
Pianale e Roll-barr con manichini (vista dall'alto)
Telaio e Motore con manichini 
Telaio completo con manichini 
Telaio completo con manichini (vista posteriore)
Telaio e Motore (vista dal basso)
Telaio e Motore (vista anteriore)
Telaio e Motore (vista posteriore)
Telaio, Motore e Bumpers
Telaio completo con manichini (vista dal basso)
Pianale, Telaio, Motore, Bumpers e Fanali
Verifica Strutturale (tesi Ing. Giulio Santantonio)
Guscio dello Sportello
Variazione sul tema: Bumpers verticali
Sportello
Sportello con Telaietto
Telaio
 
Design e Rendering (tesi Ing. Leonardo Frizziero)
CityBumper modello Froggy
Personalizzazione dei Modelli
Una vetturina per tutti gli scenari
Ad ognuno il suo CityBumper
Incontrando il CityBumper per la via
 
Dicono di noi
CARATTERISTICHE TECNICHE
Leonardo Bacchi
leon.bac@libero.it
051–355061  329–4259190  
 
Prof. Ing. Dario Croccolo
dario.croccolo@mail.ing.unibo.it
Ing. Cristiano Fragassa 
cristiano.fragassa@mail.ing.unibo.it
 

Un particolare ringraziamento all'Ing. Paolo Stanzani per il supporto prestato

 

©Copyright 2005
Leonardo Bacchi e
DIEM - ALMA MATER STUDIORUM - Università di Bologna

Il “City Bumper” è un innovativo quadriciclo a due posti a motore elettrico, specificamente studiato per l’utilizzazione in città. L’originalità della vetturetta consiste nel fatto che si tratta della prima city-car invulnerabile, in grado cioè di uscire completamente intatta da un incidente a velocità moderata, il genere di incidente statisticamente più probabile in ambito urbano. In che cosa consiste il segreto del “City Bumper”? Semplice, il trucco (se così lo si può chiamare), sta nel proteggere i lati della vettura con dei tubolari di gomma rigonfi d’aria che, senza scomporsi, assorbono perfettamente gli urti a bassissima velocità. In caso di urti a velocità superiori (dell’ordine dei 20 Km/h), gli “shock-absorbers” si sgonfiano grazie a delle valvole di sicurezza poste alla loro estremità, eludendo così i pericolosi effetti del rimbalzo e lasciando totalmente illesi tanto i passeggeri che il telaio della vettura. In pratica, lo stesso concetto dell’airbag, ma rivolto all’esterno anziché all’interno del veicolo. Dopo l’incidente, sarà sufficiente fare un salto da un gommista, rigonfiare gli “shock-absorbers” e…voilà, la vettura tornerà come nuova in pochi secondi, senza le snervanti e costosissime soste dal carrozziere, vero incubo metropolitano di tutti gli automobilisti. Anche i danni nei confronti delle altre vetture o dei pedoni si ridurrebbero enormemente, sempre grazie all’impatto “morbido” garantito dagli “shock-absorbers”. Il che rappresenterà un notevole risparmio anche nei confronti delle assicurazioni, altro tasto dolente degli automobilisti di tutto il mondo.

Il “City Bumper” in pratica inaugura un concetto di vettura totalmente nuovo e rivoluzionario: un mezzo estremamente economico nei costi d’acquisto e di gestione, a inquinamento zero e che può fare tranquillamente a meno dei carrozzieri, perlomeno in caso di incidenti a velocità moderata. Un vero sogno per la maggior parte degli automobilisti, (e, perché no, anche degli scooteristi) che utilizzano il proprio mezzo per recarsi al lavoro in città. Per la cronaca, la vettura è di pochi cm. più lunga di una Smart, quindi facilissima da parcheggiare.

L’ideatore del “City Bumper”, nonché titolare del brevetto, è Leonardo Bacchi, un professore di musica di Bologna con l’hobby della meccanica, tuttavia il progetto qui presentato è stato messo a punto da un’équipe di ingegneri della Facoltà di Ingegneria Meccanica dell’Università di Bologna, coordinati dal Prof. Dario Croccolo e dall’Ing. Cristiano Fragassa.

Originariamente concepito (sono parole dello stesso inventore) “come un ibrido tra un gommone nautico ed un’automobile”, il “City Bumper” è stato via via perfezionato nei dettagli con rigore e passione dagli ingegneri Gianluca Galeotti, Fabio Cordella e Giulio Santantonio, fino ad arrivare al progetto qui visibile e che è già stato presentato in anteprima a Firenze, in occasione del festival ecologico “APRE/RUOTATI 2003”. Una quarta tesi di laurea, dedicata al design della vettura, è in fase di realizzazione, curata dal laureando Leonardo Frizziero.

Qualche dettaglio tecnico sul “City Bumper”: il motore elettrico è un collaudato ed economico General Electric Stock, Model D 298 BC48JB1062, mentre l’energia viene fornita da quattro tradizionali batterie al piombo G-Tek serie XCL, che consentono alla vettura una notevole autonomia. Particolare interessante, le quattro batterie sono collocate a “T” (tre longitudinali ed una trasversale) in un contenitore che separa i sedili dei passeggeri, contribuendo così a dare alla vettura una stabilità ed una solidità notevoli anche in caso di incidenti a velocità abbastanza elevata. Ipotesi del resto assai remota, dato che la vettura è stata progettata per consentire una velocità codice di 45 – 50 Km orari, rendendo così possibile la guida ai quattordicenni e ai non patentati. Per quanto riguarda gli adolescenti il “City Bumper” rappresenta dunque un’intelligente alternativa ai motorini e agli scooter, che tanti patemi d’animo creano ai genitori.

Va specificato che l’adozione di un sistema a propulsione elettrica non pregiudicherà al “City Bumper” di adottare in futuro anche sistemi di propulsione a motore termico tradizionale.

Quanto al telaio, si tratta di un originale traliccio in alluminio, leggerissimo ma estremamente robusto e sicuro: è stato infatti progettato con l’ausilio di rigorose simulazioni al computer, che gli consentono di assorbire efficacemente quegli urti troppo violenti anche per gli “shock absorbers” in gomma rigonfia.

Dunque un progetto innovativo, destinato probabilmente a dire qualcosa di nuovo nel panorama automobilistico attuale, dominato da mezzi sempre più tecnologici e raffinati, ma sostanzialmente poco originali nei contenuti.


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